Ente Nazionale Sordi ETS-APS

Bilinguismo

Per un bambino nato sordo o con una sordità acquisita nei primi anni di vita – in Italia sono uno su mille ogni anno– apprendere la lingua parlata/scritta è un processo complesso e che richiede anni di terapia logopedica, una precoce protesizzazione ed un lungo e faticoso percorso educativo, per il bimbo e per la sua famiglia. Infatti il non sentire i suoni, soprattutto le frequenze su cui viaggia il linguaggio parlato, impedisce l’acquisizione spontanea della lingua vocale, così come avviene nel bambino udente, che al contrario impara a parlare in modo naturale e spontaneo. Molti studi dimostrano che il successo scolastico è maggiore nei ragazzi sordi che acquisiscono la lingua dei segni come prima lingua. Per il bambino sordo, infatti, è fondamentale innanzitutto far propri gli strumenti della comunicazione, per garantire il suo sereno e completo sviluppo socio-affettivo e cognitivo. La lingua dei segni consente al bambino di acquisire rapidamente e naturalmente una lingua con cui comunicare con l’ambiente circostante, a partire dai genitori, ed uno strumento primario di apprendimento di contenuti.

Per anni si è commesso l’errore di mettere in competizione ed antitesi la lingua parlata e la lingua dei segni. È fondamentale, al contrario, che al bambino sordo – ed all’adulto – siano rese accessibili tutte le opportunità comunicative e linguistiche funzionali alla sua crescita, educazione ed autonomia personale, in una prospettiva che promuova il bilinguismo: lingua parlata/scritta e lingua dei segni. La LIS non “uccide la parola”, ma costituisce anzi una modalità linguistica di complemento estremamente preziosa proprio quale supporto didattico alla terapia logopedica ed all’insegnamento della lingua parlata/scritta al bambino sordo.

Il bilinguismo rappresenta una preziosa opportunità per il/la bambino/a sordo/a, la famiglia e la società intera e una sfida a cui sono chiamate tutte le agenzie educative.

Per approfondire

Lingua dei segni e impianto cocleare cooperano per un’educazione bilingue dei bambini sordi

Maria Cristina Caselli, Pasquale Rinaldi | Consiglio Nazionale delle Ricerche | Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione

Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue

Francois Grosjean | Università di Neuchatel, Svizzera

Bambini sordi e udenti a scuola. La Lingua dei Segni come strumento di inclusione e apprendimento.

Maria Cristina Caselli, Pasquale Rinaldi, Cristiana Sanalitro (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR, Roma)

WFD Position Paper on Inclusive Education

Documento approvato dal Consiglio della World Federation of the Deaf il 10 maggio del 2018

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