Buon 1° maggio alla comunità sorda: giorno di festa e protesta

Festivita'

Il 1° maggio è la festa del lavoro e dei lavoratori. Questa giornata così significativa in tutto il mondo è contemporaneamente un momento di festa e di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, economiche o sociali, per affermare i propri diritti e migliorare la propria condizione lavorativa e di vita.

Il 1° maggio è la festa del lavoro e dei lavoratori. Questa giornata così significativa in tutto il mondo è contemporaneamente un momento di festa e di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, economiche o sociali, per affermare i propri diritti e migliorare la propria condizione lavorativa e di vita.

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, recita il primo articolo della nostra Costituzione, e quindi anche l’inserimento delle persone disabili dovrebbe essere una priorità, una questione di vitale importanza. Anche La Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità difende il diritto al lavoro, affermando che «gli Stati riconoscono il diritto al lavoro delle persone con disabilità su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l’inclusione e l’accessibilità alle persone con disabilità». Inoltre la Convenzione ONU sancisce: «Gli Stati devono garantire e favorire l’esercizio del diritto al lavoro, anche a coloro i quali hanno subìto una disabilità durante l’impiego, prendendo appropriate iniziative - anche attraverso misure legislative - in particolare al fine di [...] vietare la discriminazione fondata sulla disabilità per tutto ciò che concerne il lavoro [...] e proteggere il diritto delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, di beneficiare di condizioni lavorative eque e favorevoli».

Nonostante questi testi fondamentali, la condizione lavorativa delle persone disabili in Italia è decisamente critica. Su una popolazione di più di 60 milioni di persone, circa 5,5 milioni hanno una disabilità, cioè il 9 %. Secondo l’ISTAT, solo il 19,7% delle persone con disabilità nella fascia tra i 15 e i 64 anni risultano occupate, meno di una persona su cinque. E la quota degli inattivi appare più che doppia tra le persone con disabilità rispetto a quella osservata nell’intera popolazione (quasi il 70% contro circa il 31%). Non è quindi un caso che la disabilità sia uno dei primi determinanti dell’impoverimento e della povertà.

La situazione si fa ancora più problematica per le persone sorde; la quota di sordi avviati al lavoro, infatti, è scesa nel tempo fino a toccare percentuali irrisorie (0,52% nel 2008, 0,67% nel 2009, 0,45% nel 2012, 0,48% nel 2013). Tutti devono aver presente che la mancanza di opportunità occupazionale aggrava la condizione di isolamento ed impedisce il pieno sviluppo delle persone con disabilità uditiva. Per le persone sorde lavorare significa avere più opportunità di integrarsi, di definire al meglio un proprio progetto di vita, di essere più autonome. È necessario, quindi, continuare a farci sentire, stimolare il cambiamento, lottare per i nostri diritti e per raggiungere i nostri obiettivi, obiettivi di uguaglianza e civiltà.

Buon 1° maggio a tutti, con la speranza che nei prossimi anni sarà un giorno sempre più di festa.