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La Persona Sorda

*Aggiornato il 12/01/2010 | 12999 accessi

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La sordità ai sensi della legge n. 381/70

Secondo quanto previsto dal nuovo articolo 1, comma 2, della legge n. 381 del 1970, si considera “sordo” colui che abbia una perdita uditiva dalla nascita o acquisita durante l’età evolutiva, che gli abbia “compromesso” il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non abbia avuto origine esclusivamente psichica o per causa di guerra, lavoro o servizio.
 

Termine: Sordo

La disposizione anzidetta, infatti, è quella che risulta a seguito delle modifiche introdotte con la legge n. 95 del 2006, che ha eliminato il preesistente termine “sordomuto” da tutte le leggi in vigore, sostituendolo con “sordo”, ed ha introdotto il criterio della “compromissione” del linguaggio al posto del suo “impedimento”. Vale a dire che l’apprendimento del linguaggio non deve più essere impossibile ma soltanto difficoltoso e, quindi, può realizzarsi, ad esempio, grazie alla protesizzazione ed a percorsi abilitativi precoci.

 
Sordo in età evolutiva

Secondo quanto precisato, poi, con D.M. 5 febbraio 1992, il termine dell’età evolutiva, in base a quanto si desume dalla scienza medica, è fatto coincidere con il compimento del 12° anno di vita. Inoltre, la sordità, riferita all’orecchio migliore e misurata senza le eventuali protesi, deve essere di grado variabile secondo l’età del soggetto:

-          se minore di anni 12, pari ad almeno 60 decibel di media sulle frequenze da 500 a 2000 Hertz nell’orecchio migliore;

-          se maggiore di anni 12, pari ad almeno 75 decibel di media sulle frequenze da 500 a 2000 Hertz.

Tale ultima distinzione rileva ai fini della concessione dell’indennità di comunicazione di cui all’art. 4 della legge n. 508/88.

 
Accertamento sanitario della sordità

L’accertamento della sordità ai sensi della legge n. 381/70 è effettuato dalla competente commissione sanitaria, integrata con un rappresentante dell’ENS. La competenza può essere attribuita ad un’unica commissione in ambito provinciale.

Il sordo ai sensi della legge n. 381/70 può ottenere il riconoscimento della situazione di gravità dell’handicap ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/92, tenuto conto che la sordità grave pre-linguale comporta necessariamente importanti difficoltà quotidiane e permanenti nella sfera di relazione.

 
Esclusione dalla visita di “controllo”

L’art. 6, comma 3, del D.L. n. 4 del 2006 (convertito in legge), come attuato con successivo D.M. 2 agosto 2007, ha disposto l’esclusione dei sordi percettori di indennità di comunicazione dalle visite mediche intese a verificare la permanenza dello stato invalidante e della situazione di handicap, essendo la sordità prelinguale una condizione patologica stabilizzata e irreversibile. Pertanto, in sede di procedimento di verifica, questa sarà effettuata in base alla documentazione agli atti delle Aziende sanitarie locali, senza convocazione a visita dell’interessato.

 
Per ulteriori informazioni rivolgersi alle sedi territoriali ENS (locali, provinciali e regionali) clicca qui.
 
A cura dell’Ufficio Affari Generali dell’ENS: affari.generali@ens.it
 
La sordità: questa grande sconosciuta
Si dice spesso che la sordità è una disabilità invisibile, difficile da mettere a fuoco in tutti i suoi aspetti. La sordità non ‘si vede’: è riconoscibile solo al momento di comunicare. Così le persone sorde non sempre ricevono da parte degli udenti tutte quelle attenzioni e quella disponibilità necessarie.

La sordità non va intesa unicamente come patologia, focalizzando l’attenzione sugli aspetti medico-riabilitativi, un ambito nel quale occorre senz’altro impegnare energie e ricerche, ma anche e soprattutto nelle implicazioni sociali della sordità.
Questa è infatti una disabilità molto grave in quanto colpisce la dimensione relazionale e comunicativa dell’individuo, il suo essere in società.

L’assenza di feedback uditivo nelle persone divenute Sorde impedisce infatti l’acquisizione del linguaggio parlato in modo naturale, e di conseguenza di quello scritto, un apprendimento che può avvenire solo attraverso un lungo percorso di riabilitazione logopedica.

Per questo è fondamentale fornire alla Persona Sorda TUTTI gli strumenti comunicativi indispensabili alla sua educazione e crescita individuale, favorendo un approccio bilingue nell’educazione del bambino sordo, che comprenda la lingua parlata/scritta e la Lingua dei Segni.

Non è solo con una buona articolazione labiale che le persone sorde ottengono una migliore qualità della vita: questa verrà garantita solo con il rispetto dei diritti fondamentali della persona, ovvero costruendo una scuola accessibile ed a misura di bambino Sordo, favorendo l’integrazione lavorativa, implementando i servizi di sottotitolazione in TV e promuovendo in ogni modo la piena accessibilità di servizi e risorse della nostra società.


Cos'è la cultura dei Sordi?
La “cultura dei Sordi” è l’espressione delle modalità relazionali che hanno le persone sorde nello stare insieme, l’insieme dei comportamenti sociali e comunicativi che deriva dal costruire la propria identità individuale in modo positivo, senza necessariamente considerarsi – ed essere considerate - persone deficitarie ed inferiori. La visione culturale della sordità è il modo positivo di affermare il diritto alla comunicazione, all’espressione delle persone sorde: è la percezione della diversità non come menomazione fisica ma come ricchezza.

La Lingua dei Segni ne è l’espressione più visibile, attraverso di essa le Persone Sorde - e udenti – possono comunicare, ideare poesie, narrare storie.

È una lingua a tutti gli effetti, come dimostrano ormai quasi cinquant’anni di ricerca scientifica nazionale ed internazionale, ma su cui pesano ancora, purtroppo, pregiudizi e paure che nascono dalla sua “diversità” rispetto alle lingue vocali cui la società “normale” è abituata.
A cura dell'Ufficio Presidenza dell'ENS (presidenza@ens.it)
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