» Diritto alla pensione di vecchiaia
» Iva ridotta su riparazioni autovetture
» Iva ridotta al 4%
» Comma 1 della Legge 104
» Legge 104 e disagi di lavoro
» Modulo per fruire i permessi della legge 104
» Patente Nautica
» Permessi lavorativi per handicap
» Fornitura delle protesi acustiche
» Accesso alla pensione di vecchiaia
» Contribuzione Figurativa
» Percentuale di invalidità del sordo
» Congedo Parentale
» Legge n. 104/92
» La sordità profonda è un handicap grave?
» Come richiedere 3 giorni di "ferie" mensili?
» Paziente e medico
» Contrassegno di libera circolazione e parcheggio
» Assegno per il nucleo familiare
» Indennita'' di comunicazione
» Terapia psicologica per un disturbo clinico
» Handicap e pregiudizi: assistenza, lavoro, sessualita''
» Sportello Donna
» Benefici connessi alla legge n. 381/70
» Servizio di assistenza medica
» Sordità successiva al compimento del 12° anno d’età
» Turni notturni
» Uso del personal computer
» Scelta delle ferie
» La legge n. 68/1999
» Diritto al lavoro
» Terapie per la sordità
» Psicologo specializzato
Diritto alla pensione di vecchiaiaD: La presente unicamente per chiedere informazioni circa le norme elencate nel bollettino n 7/2001 ENS. Mia moglie, sorda, ha smesso di lavorare nel 1983 come dipendente privata, con una contribuzione maturata di circa 15 anni e 8 mesi (compresi i contributi volontari). Al raggiungimento dei 55 anni di età ha diritto alla pensione di vecchiaia con quanto maturato? Ha diritto ai 36 mesi di contribuzione figurativa come elencato nel bollettino sopra citato? Può tenere in considerazione i 15 anni di contribuzione (e non 20) visto che il diritto è stato acquisito prima del 1992? Faccio presente che anch'io sono sordo. R: Quanto ai contributi, sono sufficienti 15 anni di contribuzione ed assicurazione, se raggiunti prima del 31.12.1992. Si osserva che la legge 388, art. 80, che prevede due mesi di contribuzione figurativa a favore dei lavoratori sordi, non distingue tra pensione di anzianità e di vecchiaia, quindi il beneficio dovrebbe valere per entrambe le pensioni. Iva ridotta su riparazioni autovettureD: E' possibile applicare l'aliquota IVA ridotta per le riparazioni eseguite su veicoli intestati a persone sorde? R: No. E' possibile applicare la detrazione fiscale del 19%, in occasione della dichiarazione dei redditi (mod. 730 o Unico), ma soltanto per riparazioni di manutenzione straordinaria – con esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria (per esempio, gli pneumatici) e dei costi di esercizio quali il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante – effettuate fino a quattro anni dall’acquisto del veicolo e purché la spesa complessiva nel quadriennio (inclusa quella per l’acquisto dell’auto) non superi euro 18.075,99 (Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 306/E del 17-9-2002). Iva ridotta al 4%D: Desidero conoscere gli estremi di Legge (ed anche di eventuali Circolari, Decreti, Direttive, ecc...) sul diritto delle ONLUS di acquistare mezzi, materiali ed attrezzature per il proprio funzionamento ed erogazione dei servizi specificati nel proprio statuto, facendosi fatturare l'IVA agevolata al 4%. R: Le agevolazioni previste a favore delle ONLUS non includono il beneficio concernente la riduzione IVA per acquisto di sussidi tecnici e informatici, beneficio che riguarda soltanto le persone fisiche (i singoli portatori di handicap) e non le persone giuridiche (enti, associazioni, ecc.). Esiste la recente legge n. 383 del 2000 sulle Associazioni di promozione sociale, che consente una limitata estensione a tali organismi di alcune delle agevolazioni previste per i privati. Ma è necessaria prima l'iscrizione nell'apposito Registro nazionale istituito dalla stessa legge. Comma 1 della Legge 104D: Un lavoratore o una lavoratrice in situazione di handicap grave ha diritto ai benefici di cui all'articolo 33, commi 2 e 3 della l. 104/1992. Secondo le disposizioni di cui al comma 1 della norma citata la lavoratrice madre o in alternativa il lavoratore padre di minore con handicap in situazione di gravità hanno diritto al prolungamento fino a tre anni del congedo parentale o in alternativa a due ore di permesso giornaliero retribuito. Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino (art. 42, comma 2, del d.lgs 151/2001) hanno diritto ai permessi di cui al comma 3 del richiamato articolo. Posto che, secondo circolari INPS e del Ministero del Welfare, il lavoratore handicappato può fruire dei giorni di permesso solo per sé stesso e non anche di ulteriori giorni per assistere un altro familiare handicappato, mi chiedo come si conciliano le norme sopra citate nel caso in cui un genitore in situazione di handicap grave, e che quindi fruisce per sé stesso dei benefici di cui all'articolo 33, commi 2 e 3 della l. 104/1992, chieda di avvalersi anche dei benefici previsti a tutela del minore anch'esso in situazione di handicap grave. Il problema si pone anche per l'applicazione dell'articolo 42, comma 5 del d. lgs. 151/2001 secondo il quale la lavoratrice madre di un figlio in situazione di handicap grave può usufruire di un congedo speciale retribuito. Difatti presupposto per fruire di tale congedo è che il genitore abbia titolo a fruire dei benefici in questione. R: Segnaliamo il punto 5.1 della Circolare - INPDAP - Direzione Centrale Personale Ufficio IV 10/07/2000 n. 34, dove si afferma, tra l'altro - a proposito della cumulabilità dei benefici in capo al lavoratore nella sua duplice qualità di familiare di persona disabile grave e di portatore, lui stesso, di handicap grave - che il cumulo è consentito a condizione che non vi siano altri familiari in grado di prestare assistenza. Legge 104 e disagi di lavoroD: Fruisco della legge 104, ovvero 2 ore giornaliere, da pochi mesi. A fine anno, l'azienda ha concesso l'aumento dello stipendio o il bonus di fine anno in base ai meriti lavorativi. Io non ho avuto né l'uno né l'altro, e non mi hanno spiegato il perché: secondo me è solo perché fruisco della 104. E' giusto che sia così? Posso fare qualcosa nei confronti dell'azienda? Lavoro in questa azienda da 6 anni e non ho mai avuto un bonus o un aumento di stipendio. Che devo fare? Non riesco neanche a cambiare lavoro: ho fatto mille domande e pochissimi mi hanno risposto, ma nessuno ha voluto assumermi nonostante una laurea! Accettare passivamente la situazione o cercare di fare causa all'azienda? R: La questione riguarda il tema della parità di trattamento nei luoghi di lavoro. Un' importante presa di posizione in merito è quella della Corte Costituzionale che, con la sentenza 22 febbraio 1989 n. 103 ha riconosciuto la sussistenza, nel nostro ordinamento, di un generale principio di parità di trattamento, per cui a situazioni uguali dovrebbero corrispondere trattamenti uguali. Ciò significa, ad esempio, che ad un pari lavoro dovrebbe sempre corrispondere un uguale salario. Vi è poi un'altra ipotesi di trattamento diseguale che può essere censurata, e cioè quella in cui la mancata concessione di determinati benefici ad un lavoratore sia dovuta a intenti discriminatori: ad esempio, il lavoratore che svolga attività sindacale e che per questo motivo sia l'unico a non ricevere un premio aziendale, potrà sicuramente agire in giudizio per chiedere la condanna di un trattamento, appunto, discriminatorio, ed ottenere un trattamento pari agli altri. Analogamente nel caso del lavoratore portatore di handicap che possa dimostrare come la disparità di trattamento di cui sia stato oggetto consegua al fatto di utilizzare benefici specificamente riservatigli dalla legge. Modulo per fruire i permessi della legge 104D: Vorrei sapere dove trovare il MODULO per fruire della legge 104 (quello sui permessi). R: Il modulo per la fruizione dei permessi in questione è disponibile presso l’INPS di zona di residenza del lavoratore. Detto modulo va compilato e consegnato allo stesso INPS e al datore di lavoro. Patente NauticaD: E' consentito a un sordo prelinguale ottenere la patente nautica? R: La normativa vigente in tema di patente nautica - art. 5 e all. "A" del D.P.R. 9-10-1997 n. 431 (G.U. 17 dicembre 1997 n. 293) - ne condiziona il rilascio al possesso anche del requisito uditivo ovvero alla capacità di percepire la voce di conversazione con fonemi combinati a non meno di due metri di distanza dall'orecchio che sente meno, senza l'uso di apparecchi acustici. Allo stato attuale, quindi, appare precluso il conseguimento della patente nautica da parte di un sordo, in considerazione del deficit uditivo che rende praticamente impossibile soddisfare il requisito sopra indicato. Permessi lavorativi per handicapD: Mia moglie lavora nella scuola come ausiliaria, ha già avuto un permesso lavorativo (tre giorni) concessi ai sensi dell'articolo 33 della legge 104/1992 e la scuola l'ha concesso per due anni. E' giusto per due anni? R: L'art. 33 della legge 104/92, prevede il diritto del lavoratore con handicap in situazione di gravità a beneficiare, in alternativa, di tre giorni di permesso al mese o di due ore di permesso al giorno. Lo stesso Ministero del Tesoro ha diramato nel 2000 una circolare (25 ottobre 2000 - prot. 094909) che precisa, per i propri assicurati (tra cui, i lavoratori del comparto "scuola"), le opportunità previste dal Legislatore. Detta circolare afferma che "il lavoratore handicappato maggiorenne, in situazione di gravità, può usufruire alternativamente di due ore di permesso giornaliero retribuito, fino ad un massimo di 18 ore mensili, oppure di tre giorni di permesso mensili (fruibili anche continuativamente)”. Perciò, il limite di due anni da Lei riferito è da ritenere ingiustificato e privo di fondamento giuridico. Fornitura delle protesi acusticheD: Sono sordo e scrivo per chiedere un "perché..." riguardo agli apparecchi acustici e suoi derivati; attualmente porto apparecchi acustici "interni" (credo si chiamano così) cioè quelli che sono tutto dentro l'orecchio e non quelli in cui c'è la chiocciola dentro orecchio e apparecchio dietro a forma di banana (è per capirci). Il mio "perché..." è per quale motivo gli apparecchi che stanno dietro l'orecchio la ASL li passa tutti, cioè puoi averli completamente gratis mentre quelli che stanno tutto dentro l'orecchio bisogna PAGARLI? O per lo meno la USL passa una piccola parte. Voglio dire sono sempre apparecchi acustici!!! Non mi sembra giusto, o li passa tutti o nessuno, perché alcuni sì e altri no? Altra cosa incredibile, da spavento, che ho saputo da alcuni miei amici che sono andati ad una festa in cui c'erano oltre 350 persone. Mi raccontavano che a questa festa hanno visto un ragazzo giovane che ha fatto il cosiddetto intervento chirurgico "impianto cocleare". Dicevano che questo la ASL lo passa tutto, è gratis e che alla ASL gli costa la bellezza di 40/50 milioni di lire!!! Poche settimane fa ho incominciato ad informarmi per avere nuovo apparecchio acustico in quanto quello che ho ha 6/7 anni ed è ora di cambiarlo; bene, la maggioranza dei centri dove sono andato (non vado solo da uno) mi ha detto che di listino costa 4 milioni. Ora vi domando: come è possibile che la ASL paga un intervento chirurgico da 40/50 milioni e non paga un apparecchio acustico da 4 milioni! È davvero una presa in giro per noi sordi. R: Il nomenclatore tariffario delle protesi prevede la fornitura degli apparecchi acustici entro un limite di spesa prefissato. Se l'apparecchio prescelto è extratariffario ma ad esso riconducibile e supera il limite di spesa, l'assistito paga la differenza. Ciò vale anche per gli apparecchi retro auricolari. Invece, la fornitura dell'impianto cocleare è regolamentata da normative regionali e quindi varia da regione a regione. Il fatto che alcune Regioni abbiano deciso di coprire interamente la spesa occorrente per l'impianto cocleare è dovuto a scelte politiche operate dagli organi di governo regionale. Accesso alla pensione di vecchiaiaD: Vorrei sapere come mai il sindacato e l'INPS mi dicono che non posso accedere alla pensione di vecchiaia in quanto non ho compiuto i 65 anni. So che chi ha l'80% di invalidità ha diritto alla pensione al raggiungimento del 60 anno di età. Io essendo sordo e avendo compiuto i 62 anni, perché non posso accedere alla pensione di vecchiaia? Ho letto sul bollettino 1/2000 E.N.S. che i sordi come gli invalidi all'80% vanno in pensione con i precedenti limiti di uscita. R: Secondo il DM 5 febbraio 1992 la percentuale di invalidità civile corrispondente alla sordità pre-linguale è proprio dell'80%. In ipotesi di rifiuto della pensione, si potrà tentare il ricorso giurisdizionale (al Tribunale civile). Contribuzione FigurativaD: Vorrei sapere come funziona la legge n. 388/00 sui contributi figurativi. R: La Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (articolo 80, comma 3) consente ai lavoratori sordi (legge n. 381/70) di richiedere per ogni anno di lavoro dipendente effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva.In questo modo, il lavoratore sordo può raggiunge il diritto ad andare in pensione con cinque anni di anticipo. Questa agevolazione è entrata in vigore il 1 gennaio 2002. L'INPS (circolare 29 30/01/2002) e l'INPDAP (n. 75 27/12/2001) hanno diramato proprie circolari applicative del beneficio in questione. Percentuale di invalidità del sordoD: In materia di ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), volevo sapere se nella definizione di disabili, presente nella dichiarazione sostitutiva ai fini della scala di equivalenza, si includono anche i sordi. Nel modulo si parla di invalidi superiori al 66% e persone con handicap grave (in base alla L.104) R: Secondo il D.M. 5 febbraio 1992, la percentuale di invalidità civile corrispondente alla minorazione del (ex) sordomutismo (legge n. 381/70) è dell'80%. Quindi, ai fini in esame, sono certamente compresi i sordi. Congedo ParentaleD: In merito ai permessi e congedi lavorativi per i genitori dei disabili chiedo delucidazioni se applicabile anche per i coniugi, di cui l'uno debba assistere l'altro. R: La Legge 388 del 23 dicembre 2000 (art. 80 comma 2) ha introdotto il diritto per i genitori di persone con handicap grave di usufruire di due anni di congedo retribuito. Il disabile non deve essere ricoverato a tempo pieno in istituto. Il congedo spetta alternativamente ad uno dei genitori, anche adottivi, o, dopo la loro scomparsa, ad uno dei fratelli o delle sorelle conviventi di soggetto con handicap, o al coniuge. Legge n. 104/92D: Sono una psicologa che collabora con la Sezione ENS. Alcuni amici sordi si sono visti respinti la richiesta di agevolazioni sul lavoro previste dall'art. 33 della legge 104 (si sono rivolti a me perché mi conoscono e mi hanno chiesto di dare loro una mano nel risolvere la faccenda). Mi potete fornire delle informazioni al riguardo? R: Le agevolazioni in questione presuppongono l'accertamento della situazione di handicap "grave" ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge n. 104/92. Nel caso dei soggetti sordi, le commissioni mediche preposte a detto accertamento seguono le direttive contenute nella circolare n. 34 del 30.03.1998 del Ministero del Tesoro, la quale, nel caso dei sordi con più di 12 anni d'età, prevede una valutazione complessa, consistente nella verifica di vari fattori socio-sanitari che possono condizionare la sussistenza o meno della gravità dell'handicap. Al riguardo, si è dell'avviso che l'accertamento della sordità ai sensi della legge n. 381/70 sia sufficiente, di per sé, a far presumere la sussistenza anche delle condizioni richieste dall'art. 3, comma 3, della legge 104/92 ai fini in esame e, in modo particolare, il requisito della grave limitazione dell'autonomia personale, del resto implicitamente riconosciuta allo stesso "non udente" dal successivo art. 9 della legge da ultimo citata. Contro il provvedimento negativo della ASL è possibile il ricorso giurisdizionale dinanzi al Tribunale civile. La sordità profonda è un handicap grave?D: Sono il padre di due ragazzi audiolesi ai quali è stata riconosciuta la legge 104 comma 1 e non il comma 3 come a tanti altri sordi come loro. Come mai? La sordità profonda è un handicap grave? R: Secondo l'art. 3, comma 3, della legge 104, l'handicap assume connotazione di gravità qualora la minorazione riduca l'autonomia personale in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera di relazione. Da questo punto di vista, a ns. avviso, il sordo prelinguale si trova in una situazione siffatta. Oltretutto, è la stessa legge 104, con il successivo art. 9, a confermare implicitamente tale asserzione, quando prevede l'istituzione di un servizio di interpretariato per i non udenti nell'ambito dell'aiuto personale diretto ai soggetti in "grave limitazione dell'autonomia personale". E, si noti bene, qui si fa riferimento al "non udente" senza altre specificazioni, mentre il non udente dalla nascita o dall'infanzia (che sarebbe il sordo ex lege 381/70) si trova certamente in una situazione ben più problematica di chi perda l'udito, poniamo, a 40 anni di età. L'accertamento circa la sussistenza dell'handicap grave è rimesso alla valutazione delle Commissioni mediche competenti. Contro il loro giudizio è proponibile il ricorso al Tribunale civile. Il Ministero del Tesoro, con la circolare n. 34 del 1998 ha indicato che, nel caso del soggetto non udente in "età evolutiva" (vale a dire, di età non superiore a 12 anni), sussiste senza dubbio la connotazione di gravità. Mentre, superata detta età, il giudizio diventa alquanto problematico e ancorato a diversi parametri, il cui accertamento e la cui valutazione sono demandati alla predette Commissioni. Come richiedere 3 giorni di "ferie" mensili?D: Vorrei informazioni sulla possibilità di avere 3 giorni di "ferie" mensili retribuite per assistere mio fratello sordo (quindi con handicap). R: L'art. 33, comma 3, della legge n. 104/92 prevede il diritto, per colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità parente o affine entro il terzo grado, di ottenere tre giorni di permesso mensile, a condizione che la persona assistita non sia ricoverata a tempo pieno. Condizione essenziale è che il disabile sia stato riconosciuto, dalla competente commissione della Asl di residenza, portatore di handicap in situazione di gravità, a norma dell'art. 3, comma 3, della legge citata. Paziente e medicoD: Sono andato a trovare un mio parente che è anziano e sordo. Ha più di un problema sia a livello fisico (dimagrisce a vista d'occhio nonostante mangi regolarmente) che mentale (è ossessionato da qualunque cosa: è convinto che si trami alle sue spalle). Nonostante la paziente e continua presenza fisica dei suoi familiari, sembra impermeabile a qualunque ragionamento. Anche dopo aver detto di aver capito la spiegazione richiesta, ritorna a ripetere la domanda appena fatta. E' stato portato dal medico, che ha prescritto medicinali più forti, come aveva consigliato lo specialista che lo segue e conosce questa sua instabilità. La domanda ovviamente non può essere di carattere medico. Chiedo solo come si potrebbe fare per avere la possibilità di far incontrare questo mio parente con un medico che capisca e sia in grado di parlare direttamente coi sordi. E' l'unico modo per poter fare una valutazione vera della sua situazione senza che ci siano persone terze dietro le quali nascondersi (quando va dal medico non è mai lui direttamente che parla, ma le persone che vivono con lui perché, sia il medico che lui non possono dialogare direttamente: non si capirebbero). R: La Sezione Ens si avvale di un medico ORL, il quale potrebbe visitarlo, anche allo scopo di indirizzarlo da un altro specialista. Al fine di instaurare un rapporto il più possibile diretto e professionalmente corretto tra il medico e il paziente, inoltre, è possibile chiedere l’assistenza di un interprete della Lis (lingua dei segni). Contrassegno di libera circolazione e parcheggioD: Mia figlia, colpita da ipoacusia neurosensoriale profonda bilaterale in età neonatale, ora ha otto anni. Ho fatto richiesta di certificazione per il contrassegno auto per minorati alla A.S.L. di cui all' Art. 6 D.P.R. 384 del 27/4/1978. Ho ottenuto un secco diniego in quanto secondo il medico legale la patologia non e' invalidante per la autonoma motricità. Dal momento che è considerata invalidante in tal senso la cecità, mi sembra ovvio che anche questa patologia debba rientrare nella casistica. Non avendo modo di reperire informazioni al riguardo, chiedo di farmi avere qualche notizia o normativa atta alla soluzione della diatriba. R: Il cosiddetto "contrassegno invalidi" o "contrassegno arancione" è previsto dall'art. 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 e successive modificazioni per le "persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" e per i non vedenti (DPR 503/1996 art. 12 comma 3). L’ENS ha promosso una modifica di legge che estenda anche ai sordi il beneficio di cui trattasi, analogamente a quanto verificatosi per i non vedenti con il DPR 503 citato. Assegno per il nucleo familiareD: Al fine della concessione dell'assegno per il nucleo familiare, il sordo è considerato "inabile"? R: L'assegno per il nucleo familiare è soggetto a un regime agevolato - L. n. 153/88, art. 2, comma 2 - in presenza di un "minore con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della sua età" oppure nel caso di "maggiorenne che si trovi nell'assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a un proficuo lavoro". Mentre nel primo caso rientrano senza dubbio i minori sordi, nel secondo la valutazione se il soggetto maggiorenne sordo rientri o meno nella anzidetta fattispecie di legge spetta alla competente commissione sanitaria dell'INPS. Tuttavia, detta valutazione sarà normalmente negativa, dal momento che il sordo può essere collocato al lavoro, a meno che non sussistano concomitanti patologie che aggravino il quadro clinico d'insieme. Pertanto, la maggiorazione del limite di reddito per beneficiare dell'assegno de quo, in cui consiste il beneficio sopraddetto, spetta normalmente, con riferimento alla minorazione dell'udito, solo in presenza di minore sordo. Tuttavia, l’INPS non è esattamente di tale avviso (vedasi Bollettino ENS n. 2/2007). Indennita'' di comunicazioneD: Mia nipote di due anni e mezzo è sorda profonda, porta protesi acustiche e segue una terapia logopedica. Ha già cambiato due volte protesi ed almeno sei le "chiocciole". Questi interventi sono stati gratuiti, escluso le ultime protesi, semidigitali, per cui è stato pagato un contributo di £ 4.000.000. Altro problema è il riconoscimento, dopo richiesta di invalidità, di un contributo mensile di circa £ 400.000, ma non dell’indennità di comunicazione di circa £ 300.000. Questi sono i quesiti "facili". Ci sono, poi, le domande "difficili": si può aiutare questa bimba, possibilità di interventi e cura...riabilitazione...dispositivi tecnologici per la vita quotidiana...ecc... R: Il "contributo mensile" di circa £. 400.000 è probabilmente l’"indennità di frequenza". Tale indennità è incompatibile con l'indennità di comunicazione, possono essere percepite o l'una o l'altra. Per quanto concerne le protesi, nel caso la scelta cada su modelli non compresi nel nomenclatore tariffario ma ad esso riconducibili, si ha diritto ad una copertura parziale della spesa, corrispondente alla somma rimborsata per la fornitura dell'apparecchio inserito nel nomenclatore. Quindi, l'assistito è tenuto a versare di tasca propria la differenza tra costo della protesi e contributo della ASL. E' possibile, comunque, detrarre la spesa così sostenuta in sede di dichiarazione dei redditi con il modello 730 o Unico. Riguardo altre informazioni di interesse per la bambina, consultando il sito www.ens.it potrà trovare utili riferimenti. Terapia psicologica per un disturbo clinicoD: Sono una laureata in psicologia al secondo anno della specializzazione post laurea in psicoterapia breve strategica. Mi rivolgo a lei per una mia curiosità, che è questa: se un sordo avesse bisogno di una terapia psicologica per un disturbo clinico (indipendente dall'handicap) c'è qualcuno a cui può rivolgersi? In termini pratici, ci sono psicoterapeuti che conoscono il linguaggio dei gesti e possono prestare aiuto? R: In caso di necessità di assistenza psicologica non collegata alla specifica disabilità, il sordo potrà rivolgersi presso un qualsiasi professionista e, qualora sussistano oggettive difficoltà comunicative, è sempre possibile l'intervento di un interprete di lingua dei segni. E' possibile, anche, che alcuni professionisti abbiano frequentato un corso di lingua dei segni, esattamente come nel caso conoscano una o più lingue straniere. Eventuali informazioni sull'esistenza di psicologi o psichiatri che sappiano comunicare con il codice in questione potranno essere chieste alle Sezioni Ens, che hanno conoscenza della situazione territoriale di rispettiva competenza. Handicap e pregiudizi: assistenza, lavoro, sessualita''D: Sarei interessata ad avere delle informazioni sulla sessualità dei sordi, mi sto occupando di una serie di ricerche, in campo universitario, sulla cultura dei sordi, riferendomi in particolare sulla sessualità fra sordi o fra sordi ed udenti. Potreste, gentilmente, inviarmi delle bibliografie, articoli, siti web o indirizzi d'istituti o di enti che si sono occupati dell'argomento suddetto? R: Segnaliamo il testo del dr. Renato Pigliacampo "Handicappati e pregiudizi: assistenza, lavoro, sessualità" Armando Editore Roma, pp.110, 1994. Sportello DonnaD: Sono udente, interprete LIS ed insegnante presso una scuola integrata tra alunni udenti e sordi. Mi rivolgo a voi perché la psicologa della nostra scuola ha sentito parlare di "un'associazione" o di "un centro" in Sicilia che assiste le donne sorde che hanno subito violenza. Non siamo riuscite a trovare nulla, voi sapete qualcosa? Sapete dirci a chi rivolgerci per avere informazioni? R: La struttura di cui ha sentito parlare corrisponde, con ogni probabilità, allo "Sportello Donna", che rappresenta una iniziativa promossa a suo tempo (nel 2000) dalla Provincia di Palermo e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto fornire consulenza anche psicologica, con particolare attenzione alle donne portatrici di handicap, incluso quello uditivo. Benefici connessi alla legge n. 381/70D: Vi chiedo gentilmente di potermi inviare informazioni su tutto quanto inerente alla menomazione di mio figlio, affetto da ipoacusia bilaterale grave. Lo stesso avvicinandosi alla maggiore età e considerato che nell'anno in corso dovrà conseguire il diploma rilasciato dal Liceo Statale, vorrei conoscere quali sono le tappe da seguire per un'eventuale iscrizione all'Ufficio Provinciale del Lavoro e quali sono i suoi diritti in merito a tale iscrizione. Inoltre quali sono i sussidi o quanto altro a lui spettante ora che compirà la maggiore età? Preciso che mio figlio è protesizzato dall'età di anni 3, ha avuto un supporto logopedico ed ha una discreta padronanza di linguaggio. Nell'attività scolastica ha avuto il sostegno e seguito un piano di studi personalizzato e percepisce il sussidio scolastico. R: Qualora Suo figlio sia in possesso dell'accertamento di sordità ai sensi della legge n. 381 del 1970, al compimento della maggiore età, previa visita di conferma della minorazione invalidante ed in presenza del requisito reddituale, avrà diritto a percepire una pensione mensile, in aggiunta all'indennità di comunicazione ai sensi della legge n. 508/88, che spetta al solo titolo della minorazione. Inoltre, senza bisogno di attendere la maggiore età, ha diritto di iscriversi nella speciale lista degli aspiranti lavoratori disabili ai sensi della legge n. 68/99 sull'inserimento obbligatorio al lavoro, lista tenuta dalla Provincia di residenza. Servizio di assistenza medicaD: Gradirei sapere se esiste un servizio di assistenza "medica" e "psicologica" per le donne "non udenti" in "gravidanza", al fine di vivere questa bella esperienza nel modo migliore. Parlo a nome della mia compagna R: Presso la Sezione Ens si può verificare l'esistenza del servizio in questione o, in alternativa, chiedere l'assistenza di un interprete professionale che consenta di fruire dei servizi normalmente erogati alla generalità degli utenti, sia nel pubblico sia nel privato. Sordità successiva al compimento del 12° anno d’etàD: Casualmente mi sono collegato al Vs. sito ed ho avuto modo di prendere visione delle agevolazioni riservate ai sordi. Però mi chiedo, possibile che chi si trova nella mia situazione di sordo profondo (ipoacusia bilaterale) non abbia diritto a nulla? Per fortuna, non sono nato sordo, ma lo sono diventato a vent'anni. Oggi ne ho 46, non sento più la mia voce da 26 anni e mi chiedo se sia ancora una voce visto che quando parlo con qualcuno per la prima volta, vengo guardato in modo strano e spesso non vengo capito. Io parlo, non bene ma parlo. Quindi non ho nessuna possibilità di essere riconosciuto sordo. Giusto? Però ho le stesse difficoltà di comprensione dei sordi, anzi anche peggio visto che non ho mai frequentato nessuna scuola dei segni. Non parliamo di telefono o di tv. Quando vado in qualche ufficio dove non mi conoscono devo farmi accompagnare da qualcuno. Lasciamo stare poi la carriera...... Insomma, in conclusione io non ho nulla, sono perfettamente uguale agli altri, stessi diritti e stessi doveri. Posso esprimere un parere? Mi sembra tanto ingiusto. R: La sordità pre-linguale è una condizione disciplinata dalla legge 381/70 e riguarda il caso di grave compromissione della funzionalità dell'orecchio interno (coclea e/o nervo acustico) verificatasi prima del compimento dei 12 anni di età, epoca in cui si presume il completamento del complesso processo di acquisizione del linguaggio verbale (parlato). In ogni caso, può chiedere l'accertamento dello stato di handicap ai sensi dell'art. 3 della legge n. 104/92 e, in tal modo, accedere, per esempio, a diversi benefici di natura fiscale (riduzioni IVA e detrazioni/deduzioni in sede di dichiarazione dei redditi) per l'acquisto di ausili tecnici e informatici per il superamento dell'handicap. Turni notturniD: Sono sordo e lavoro come operaio. Ho da sempre svolto il mio lavoro in orario diurno, ma ora mi è stato comunicato che dovrò lavorare di notte. E' legittima la richiesta della ditta? o data la mia disabilità ho diritto a svolgere il proprio lavoro soltanto in orario diurno? R: Dispone la L. 12-3-1999 n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), art 10 (Rapporto di lavoro dei disabili obbligatoriamente assunti) comma 2 "Il datore di lavoro non può chiedere al disabile una prestazione non compatibile con le sue minorazioni.". Il successivo comma 3 "Nel caso ... di significative variazioni dell'organizzazione del lavoro, il disabile può chiedere che venga accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute...". Gli accertamenti sono effettuati dalla ASL di residenza del lavoratore interessato. La richiesta di accertamento e il periodo necessario per il suo compimento non costituiscono causa di sospensione del rapporto di lavoro. Ricordiamo, inoltre, il D.Lgs. 26-3-2001 n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità),art. 53 (lavoro notturno), in particolare il comma 2 "Non sono obbligati a prestare lavoro notturno: a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa; b) la lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni.". Inoltre, il comma 3 dispone che "... non sono altresì obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104...". Uso del personal computerD: Sono una sorda impiegata in un ufficio postale, ho un diploma come operatore d'ufficio e ho fatto un corso 1 anno computer informatica di base come excel e word. Vorrei sapere se e' vero che non posso lavorare al computer, perche' devo poter utilizzare anche il telefono collegato al computer stesso. Ma noi sordi non possiamo lavorare al computer? E' vero che non posso usare il telefono, ma c'e' la posta elettronica. Il mio capo non mi permette di lavorare con excel e/o word, anche se ne sono capace. Il mio lavoro, invece, consiste solo nell'andare in giro all'interno dell'ufficio postale, dividere le fatture dei clienti, archiviarle e spedirle. R: Il lavoratore disabile, ai sensi della legge n. 68/99, ha diritto a svolgere mansioni compatibili con la sua minorazione. Non esiste un'incompatibilità generale tra la minorazione della sordità e l'uso del personal computer. Anzi, è forse vero il contrario, che l'inserimento e l'integrazione del lavoratore sordo nell'organizzazione aziendale possono essere agevolate proprio dall'utilizzo del p.c., che richiede principalmente la funzione visiva ed offre molteplici possibilità applicative. L'Azienda ha il diritto/dovere di adibire il lavoratore a mansioni corrispondenti al livello di inquadramento, oltre che compatibili con la minorazione se trattasi di soggetto disabile. Nel caso che l'Azienda motivi le mansioni attuali con una pretesa impossibilità all'uso del computer, laddove il lavoratore sordo possieda, invece, conoscenze adeguate in materia, si potrebbe ipotizzare un atteggiamento discriminatorio del datore di lavoro, motivato da ragioni che si collegano alla disabilità e che, tuttavia, deve poter essere adeguatamente provato, qualora si decida di rivolgersi al Giudice del Lavoro per far valere le proprie ragioni. Scelta delle ferieD: Sono sorda, vorrei sapere se le ferie (io attualmente lavoro presso il Comune) le potevo sceglierle io oppure il mio datore? Volevo sapere se come invalida la legge mi concede dei diritti in merito. R: In base all'art. 10 della legge n. 68/99 (diritto al lavoro dei disabili), ai lavoratori assunti a norma di detta legge si applica il trattamento economico e normativo previsto dalle leggi e dai contratti collettivi. Ciò significa che i diritti e i compensi spettanti ai lavoratori disabili sono gli stessi previsti per la generalità dei lavoratori dalle leggi e, in particolare, dai vari contratti collettivi nazionali di settore (CCNL). A parte specifiche previsioni di maggior favore per i disabili, come quelle indicate dalla legge 104 (permessi per i portatori di handicap grave e per i loro familiari). Con riguardo alle ferie, la disciplina valida nel Suo caso specifico è quella indicata nel CCNL del comparto "Enti Locali", cui occorre pertanto fare riferimento. La legge n. 68/1999D: Vorrei sapere se esistono leggi che tutelano le persone sorde impegnate in attività libero professionali. R: La legge n. 68/1999, in materia di diritto al lavoro dei disabili, riguarda il rapporto di lavoro dipendente. Relativamente alle attività lavorative autonome, l'art. 18 della legge n. 104/92 (assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone handicappate) prevede la possibilità per le singole Regioni di provvedere con proprie leggi a disciplinare le agevolazioni alle persone handicappate per l'avvio e lo svolgimento di attività lavorative autonome. Per verificare la situazione esistente nella propria regione, ci si può rivolgere alla Sezione Ens. Diritto al lavoroD: Sono un ragazzo sordo, voglio esternare la mia amarezza in seguito al bando di concorso della Banca d'Italia per i disabili. A prima vista pareva che fosse solo per sordi, visto che nessuno poteva credere AD UNA PARITA' DI CONDIZIONI TRA INVALIDI CIVILI UDENTI (e LAUREATI) E SORDI. Mi iscrissi, e come me tanti ragazzi sordi. Mi recai a Roma per gli esami scritti. Poiché che le materie di questo concorso erano equivalenti a quelle della scuola media inferiore, molti sordi sono ovviamente accorsi, pensando ad una rara occasione... UN BANDO DI CONCORSO CON IL PROGRAMMA MINISTERIALE DELLA SCUOLA MEDIA INFERIORE SEMBRAVA FATTO APPOSTA PER I CITTADINI E DISOCCUPATI SORDI DI OGNI ETA'. Agli esami scritti, invece, una grossa delusione: gli invalidi civili, tutti o quasi laureati, avevano pensato a uno scherzo, vista l'irrisorietà delle domande. Conosco appena una decina di laureati sordi in tutta Italia. MA SI PUÒ? L'esercizio che chiedeva il congiungimento di un termine con un altro a scelta fra 4 sinonimi mi è sembrato una vera e propria presa per il …! (mi scuso il termine). La seguente frase mi è giunta da persone invalide, che erano pure d'accordo con me: "quello è un esercizio "orecchiabile", se uno si trova in difficoltà può risalire tramite la logica della lingua parlata", " gli scritti erano veramente facilissimi, io non credevo che erano così" e via dicendo... IL PROBLEMA E' QUESTO: IL SISTEMA E' SBAGLIATO! Lo Stato non può "mescolarci" in un'unica categoria con gli invalidi civili; la Banca d'Italia poteva seguire 2 modalità di concorso differenti: visto che assumono 4 operatori, la soluzione era quella di assegnare 2 posti agli invalidi civili e 2 posti ai sordi, oppure almeno 1, con 2 GRADUATORIE DIFFERENTI. Invece, con il minestrone unico di tutte le categorie, siamo EMARGINATI. Come può oggi un ragazzo sordo farsi avanti con queste ingiustizie? Con tutto il mio impegno, sono riuscito a superare gli scritti. Decisi di affrontare gli orali, dovevo combattere, ero così stimolato e in preda ad uno stato d'animo ottimista e coraggioso, perché un lavoro in Banca d'Italia avrebbe avuto un significato enorme per me e per tutti i ragazzi sordi. Mi recai al colloquio e lì ho avuto l'ennesima e cocente delusione. Essendo l'unico sordo fra i 6 concorrenti di quel giorno, mi sono sentito "un agnello in balia dei lupi", i quali parlavano di tutti gli argomenti possibili e si aiutavano a vicenda con interrogazioni e contro interrogazioni, tipico dei laureati, mentre io in preda allo sconforto cercavo di puntare tutto sulla presenza fisica, in quanto migliore rispetto a quella di un invalido, MA SICURAMENTE INFERIORE SOTTO L'ASPETTO DELLE CONOSCENZE E DELL'IMPOSTAZIONE DEL DISCORSO". ALTRO PROBLEMA GRAVE: QUELLA MATTINA MANCAVA L'INTERPRETE, COME MAI? Visto che era presente agli scritti, ho pensato fosse stato uguale agli orali. E, non sapendo che il colloquio si fondava sulle materie scolastiche del programma ministeriale attuale, mi ero preparato sulle tecniche bancarie!!! Che umiliazione!!! Nessun sordo che io conosca ha saputo darmi consigli, e non ho trovato nell'Ens un appoggio giusto dal punto di vista informativo, né nelle sezioni locali né nazionali, in quanto nessuno sapeva cosa dirmi... mentre gli invalidi si erano presentati tutti con la tranquillità di chi sa cosa lo aspetta.... R: Le Sue considerazioni in merito all'opportunità di prevedere concorsi riservati ai sordi e con prove adeguate al livello di preparazione che un sordo di norma riesce a conseguire nell'ambito dell'attuale strutturazione del sistema scolastico, sono tenute ben presenti dall’ENS e formano oggetto di interventi in sede legislativa, al fine di modificare la vigente disciplina del diritto al lavoro dei disabili (legge n. 68/99). La Banca d'Italia, purtroppo, deve attenersi alle disposizioni della predetta legge e, pertanto, non ha il potere di organizzare concorsi speciali per i sordi. Quanto alla prova orale, contrariamente a quanto da Lei affermato, risulta che fossero presenti due interpreti. E' possibile che, per motivi che non conosciamo, ciò Le sia sfuggito. Fermo restando che il candidato è tenuto in ogni caso, in sede di presentazione della domanda di partecipazione e dopo l’eventuale superamento di ciascuna prova d’esame, a chiedere l’assistenza necessaria in relazione alla propria disabilità. Inoltre, all'epoca del concorso in questione, l’ENS fornì ampia informazione sul sito www.ens.it e con i bollettini nn. 5, 5bis e 6 del 2001, che riportavano anche l'indicazione delle materie oggetto della prova orale. Terapie per la sorditàD: Sono il papà di un bambino di 7 anni, che all'età di 4 anni circa, a seguito di una varicella (così mi è stato detto dai medici che l'hanno visitato), ha subito la riduzione del funzionamento del nervo uditivo dell'orecchio sinistro, in una percentuale del 70% circa. Secondo i medici e gli specialisti che lo hanno visitato, siamo stati bravi ad accorgercene, poiché secondo loro una malformazione così "leggera" (un orecchio solo), ad una età così piccola, non sempre si riesce a notare (mia moglie, da brava insegnante, aveva notato che il bimbo, mentre guardava la TV, tendeva a girare la testa per sentire con l'orecchio buono). Adesso il bambino sta prendendo coscienza (lo dice apertamente alla mamma, ma non ancora al papà) del malfunzionamento dell'orecchio. A scuola nessuno sa niente, in quanto anche i medici hanno detto che, non avendo perso l'udito in età avanzata, mio figlio non aveva la "coscienza" del suono stereofonico, per cui questa situazione non gli creerà alcun problema nella vita futura. Da genitori però non vogliamo lasciare nulla di intentato e siccome abbiamo letto che nei prossimi due anni si potrebbe ottenere da cellule staminali il "reimpianto" del nervo o qualcosa di simile (chiedo scusa ma non siamo dottori), ed avendo letto su di un settimanale che la vostra associazione assiste le famiglie con problemi simili, mi sono permesso di rivolgermi a Voi per sapere se prevedete soluzioni a questo genere di patologie o se prospettate altre soluzioni. R: Riteniamo di poterle proporre, di seguito, un estratto di un articolo divulgativo in materia di cause, diagnosi e terapia dell'ipoacusia, a firma del dr. Andrea La Torre, di Roma, aggiornato al 6 aprile 2002: "... Nonostante alcune recenti ricerche abbiano dimostrato che in animali di classe inferiore (ad esempio negli uccelli) le cellule cocleari siano suscettibili di rigenerazione, e che sia stato prospettato l'impiego di cellule staminali per "ricostruire" la coclea, allo stato attuale, la possibilità di applicare tali considerazioni alla patologia umana resta, per ora, a livello puramente sperimentale.... Certamente nel trattamento delle ipoacusie neurosensoriali sono stati fatti progressi notevoli anche dal punto di vista farmacologico grazie a nuovi trattamenti locali in grado di raggiungere l'orecchio interno attraverso la cassa del timpano e la finestra rotonda. Già da qualche tempo si inizia a parlare dell'impiego delle cellule staminali per rigenerare le cellule cocleari ma tali promettenti ipotesi non hanno ancora, al momento alcun riscontro.... L'incapacità delle cellule cocleari di rigenerarsi dopo un danno potrà forse essere superata grazie all'impiego delle cellule staminali (cellule indifferenziate ancora in grado di riprodursi) che, nonostante alcune ricerche siano state rese di dominio pubblico attraverso riviste e quotidiani, non è ancora assolutamente proponibile come effettiva risorsa terapeutica. Ciò nonostante è probabile che, ciò che oggi è solo un'avventurosa ipotesi, diventi presto, con la velocità alla quale progrediscono al giorno d'oggi le conoscenze in questo campo, una realtà nella terapia delle ipoacusie neurosensoriali." Psicologo specializzatoD: Sto cercando di aiutare un mio alunno a trovare uno psicologo per suo padre sordo, che soffre di crisi depressive. Naturalmente stiamo cercando uno psicologo specializzato che possa, quindi, dialogare con il soggetto in questione R: L'interessato può recarsi presso gli uffici della Sezione Ens al fine di verificare se vi sia nella provincia un professionista idoneo, che sappia relazionarsi con un sordo. In caso contrario, la Sezione potrà fornire il supporto di un interprete della LIS (Lingua dei segni), in modo da permettere al paziente di fruire dell'assistenza medica specialistica di cui abbisogna |
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