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Al caro amico Nunzio Casella

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Con il cuore in pezzi dedichiamo questo pensiero all'amico Nunzio che inaspettatamente ci ha lasciati. Molti di noi hanno condiviso il lavoro, la gioia, le amarezze.

Molti di noi siamo debitori verso di Lui per la Sua meravigliosa capacità di donarsi e di donare, per il Suo amore per il prossimo, per il Suo amore immenso rivolto alla Famiglia, per la Sua serenità interiore, per il Suo entusiasmo per la vita. La Sua scomparsa ci impoverisce. Chi lo ha conosciuto conserva qualcosa di Lui in fondo al cuore, dei Suoi bagliori di onestà, di integrità morale. Siamo ancora attoniti, pensiamo alla mirabile forza con cui Egli ha affrontato la malattia.

Si era congedato da noi in punta di piedi, quasi per non disturbarci.

In questo momento di dolore risuona l'eco delle Sue parole, che erano sempre insegnamento di fede e di benevolenza. Ci ha lasciati nel momento meno aspettato dicevamo, però Nunzio non è solo; accanto a lui batte il cuore dell'amatissima moglie Anna Maria, dei diletti figli Franco e Sergio, batte il cuore di tutti gli amici.

Ha dato nel corso della Sua vita, trascorsa accanto ai Sordi, importanti contributi allo sport silenzioso italiano. Nunzio ha intrapreso la carriera sportiva di atleta nel 1955, come marciatore.

Nel 1970 prese il brevetto di Tecnico per l'Atletica Leggera, fu il primo sordo in Italia ad ottenerlo.

Incominciò a fare l'allenatore per il GSST fino al 1978, anno in cui venne chiamato dalla FSSI ed iniziò il Suo incarico di Commissario Tecnico della Nazionale di Atletica Leggera, incarico che mantenne fino al 1997. Dopo le Olimpiadi di Copenaghen passò le redini al giovane Fabio Fabbri, di Firenze. La Sua passione per l'atletica era ardente, motivo per cui partecipò alle Olimpiadi di Roma nel 2001 come volontario. Per la Sua ininterrotta devozione allo sport venne nominato nel 1998 Cavaliere della Repubblica. Gli fu conferita la medaglia d'oro dalla Fondazione Rubino, Edizione 1997. Il CONI lo premiò nel 2004 con la Stella di bronzo al merito sportivo. Durante i Suoi lunghi anni di dirigenza sportiva ha insegnato a generazioni di giovani Sordi che con la volontà, la determinazione e il coraggio si possono realizzare i propri sogni, per vivere in maniera intensa le proprie scelte, per essere sé stessi.

Dal 2008 Nunzio ha dedicato ai Sordi della Terza Età il suo tempo e le sue energie quale istruttore di psicomotricità, i corsi venivano svolti nella Palestra del Prinotti. I partecipanti Gli sono stati molto riconoscenti per aver riacquistato e mantenuto la forma fisica. Curava la Palestra del Prinotti e riferiva sempre al Presidente Alfonso Chiapparo per ciò che atteneva alla Palestra stessa.

E' questo un aspetto fondamentale della Sua personalità e della Sua vita: per raggiungere le mete bisogna impegnarsi, sacrificarsi, non ostentare niente, bisogna perseverare. Nascondeva dietro un'apparente scorza ruvida una speciale bontà e un senso di altruismo non comune. Nunzio non amava la solennità. In questa occasione ci avrebbe trovati troppo formali, avrebbe certo preferito toni allegri.

Arrivederci, caro Nunzio. Voglia Iddio concederTi il premio che spetta agli spiriti giusti e probi, alle anime elette e coraggiose.

Rimarrai nei nostri cuori, sempre vivo, con il Tuo sorriso arguto e con lo sguardo severo e paterno nello stesso tempo.

Con amorevolezza esprimiamo ad Anna Maria, a Franco e a Sergio i nostri profondi sentimenti di partecipazione al loro immenso dolore, consci che Nunzio non abbonderà nessuno, continuerà la Sua opera silenziosa e preziosa.

Alfonso Chiapparo. Fonte: enstorino.it

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