Cari amici,
voglio farvi partecipi di un fatto molto spiacevole che ancora una volta ha ostacolato il già difficile cammino delle persone sorde verso la piena attuazione dei loro diritti e che rappresenta una brutta pagina della storia politica di questo Paese.
Come sapete l’ENS, il mondo accademico, operatori dei diversi settori e tutti quelli che, sordi e udenti, ogni giorno comunicano, lavorano, studiano, esprimono il proprio pensiero, sentimenti ed emozioni utilizzando la Lingua dei Segni Italiana (LIS), ne attendono da anni il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato Italiano.
Dopo un intenso lavoro di studio, approfondimento e mediazione anche con altre parti sociali – iniziata con l’allora Ministro della Solidarietà Sociale On. Paolo Ferrero - all’indomani della ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità, la I Commissione Affari Costituzionali del Senato – dinanzi alla quale era in discussione il Disegno di Legge – chiedeva all’unanimità al Governo la trasformazione dell’iter legislativo dalla sede referente (cammino ordinario di una legge che prevede l’approvazione prima in Commissione e poi in Aula) alla sede deliberante.
Il giorno 11 novembre 2009, dopo nove mesi di attesa dalla richiesta, finalmente la Presidenza del Senato annunciava la concessione delle deliberante ed il Disegno di Legge poteva finalmente riprendere il suo iter. Quando finalmente sembrava che tutte le tessere del mosaico fossero a posto, la Senatrice Mariangela Bastico del Partito Democratico, chiedeva l’approvazione di un proprio emendamento che – come potrete leggere nei documenti allegati – svuotava di fatto l’intero impianto della legge.
Purtroppo l’iter legislativo deliberante, poiché prevede che il testo di legge si voti soltanto in Commissione e non in Aula, presuppone, di fatto, la necessità di un consenso unanime dei membri della Commissione. Pertanto il veto anche di un solo Senatore, finisce per avere un’importanza decisiva per una positiva conclusione dell’iter legislativo. A questo punto il relatore del Disegno di Legge, On. Antonio Battaglia, invitava in audizione informale dinanzi alla Commissione noi ed alcuni rappresentanti della FIADDA, associazione che esprime una posizione critica sulla LIS, per cercare di raggiungere un accordo sul testo del provvedimento e in tale modo far venire meno il veto della Sen. Bastico.
Tuttavia mentre l’ENS si presentava all’incontro, la FIADDA rifiutava l’invito e l’approvazione unanime del provvedimento non è stata possibile.
È molto triste quando su testi di legge di natura “etica”, che riguardano il riconoscimento di diritti delle persone, si dia vita a pratiche ostruzionistiche che ricordano il peggio della prima Repubblica. Nonostante la disponibilità dell’ENS ad un confronto e nonostante il nostro Paese sia tenuto a riconoscere la lingua dei segni avendo ratificato la Convenzione ONU (L. 3 marzo 2009 n. 18), abili interpreti dei regolamenti parlamentari hanno trovato il modo di rendere il proprio voto, un vero e proprio veto. Perché, infatti, la Sen. Bastico ha condiviso e votato la richiesta della Commissione di trasformare l’iter in sede deliberante, per poi pretendere di avere lei e solo lei l’autorità morale di decidere la connotazione (del tutto inaccettabile e provocatoria) da dare al riconoscimento della Lingua dei Segni, contro la volontà di migliaia di persone che vivono ogni giorno le problematiche legate alle barriere della comunicazione ?
Lascio a voi la risposta, assicurandovi soltanto che non consentiremo a nessuno di decidere per noi: NIENTE SU DI NOI SENZA DI NOI! Andiamo avanti in questa battaglia cercando il dialogo ed i confronto. Se ciò non dovesse essere sufficiente ritorneremo ad esaminare il disegno di legge in sede referente, dove prevale la coscienza ed il voto della maggioranza e non il veto di chi vuole imporre agli altri le proprie scelte.
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