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Rai-Televideo sottotitoli, il dossier della vergogna: prosegue il monitoraggio...

*Aggiornato il 10/06/2009 | ENS INFORMA | 3277 accessi

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Continua il monitoraggio dell'ENS con la terza settimana di marzo. Proviamo a sintetizzare che cosa non va proprio nel servizio di sottotitolazione.

In generale la leggibilità e la fruibilità dei sottotitoli dei programmi preregistrati risultano fortemente penalizzate dall'uso scorretto - e in molti casi illogico - della punteggiatura e dei simboli grafici convenzionali e dal ritmo spesso incalzante con il quale gli stessi appaiono sullo schermo; in molti casi i sottotitoli sono veloci, non restano visibili sullo schermo per il tempo che sarebbe necessario alla lettura, in particolar modo nei programmi destinati alla visione da parte di un pubblico composto da bambini e ragazzi dove il grado di approssimazione nella forma e nei contenuti dei sottotitoli è da considerarsi ancora più grave e inaccettabile.

A seguito delle contestazioni in questo senso, la recente nuova tendenza del mese di marzo è stata quella di allungare notevolmente i tempi di lettura dei sottotitoli "sfrondando" in modo brutale e insensato i dialoghi, omettendo informazioni e ricorrendo ad una sintesi eccessiva e spesso anche scorretta.

Che tempo che fa di Fabio FazioLa reiterazione dell'applicazione impropria o errata delle norme che regolano l'uso della punteggiatura, delle forme verbali e addirittura dell’ortografia delle parole e dei nomi, che spesso vengono anche scritti in vari modi all'interno di uno stesso programma, i frequenti fraintendimenti dei concetti e la sincronia spesso imprecisa, se non addirittura fastidiosa, confermano il sostanziale consolidamento dell'iniziale approccio superficiale e dilettantistico con il quale si ritiene di poter continuare a realizzare un servizio di sottotitolazione che è di fondamentale e imprescindibile importanza per un’ampia fascia di utenza televisiva.

Purtroppo neanche nella sottotitolazione cosiddetta in diretta si registrano miglioramenti significativi, per quanto sia stata estesa più o meno in via sperimentale a più programmi. In generale i sottotitoli restano di qualità scadente e il grado di comprensibilità è tuttora molto basso, contrariamente a quanto viene affermato nelle pagine di Televideo che illustrano le varie tecniche utilizzate e la loro applicazione. Che Tempo che fa? (Fazio Fabio)

Per quanto riguarda la sottotitolazione in diretta basata sulla stenotipia l'assunto di partenza, che andrebbe ridiscusso, è che la trascrizione dei dialoghi debba essere integrale e in questo senso bisogna riconoscere che con il tempo è effettivamente andato riducendosi l'iniziale elevato grado di imprecisione dei sottotitoli proposti all'utenza, tuttavia continuano a rimanere sempre poco fruibili soprattutto a causa della loro complessità, della breve permanenza sullo schermo e del discontinuo e tecnicamente instabile sistema di messa in onda che li rende ancora molto faticosi da seguire. Questo tipo di sottotitolazione doveva avere superato ormai da tempo la fase sperimentale ed essere applicato a molti più programmi di quelli attualmente sottotitolati, in particolare ai TG Regionali come previsto dal contratto di servizio, ma i problemi tecnici ed editoriali che tuttora la caratterizzano sembrano purtroppo ancora lontani dall'essere risolti.

In questo quadro desolante si è inserita recentemente la sottotitolazione realizzata con l'ausilio del cosiddetto respeaking o riconoscimento vocale che teoricamente ha permesso finalmente l'accesso a programmi di prima serata che finora non erano sottotitolati, ma i limiti tecnici ed editoriali di questo nuovo sistema appaiono attualmente davvero enormi e i sottotitoli sono immancabilmente costellati di errori, imprecisioni, informazioni distorte e tagli eccessivi, appaiono spesso privi di significato, slegati e incomprensibili e quindi disattendono le legittime aspettative dell'utenza e l'imprescindibile funzione comunicativa, educativa e didattica dichiarata dalla stessa Rai come connaturata alla sottotitolazione, oltre a stravolgere e mortificare il lavoro di quanti curano e realizzano i programmi che poi vengono di volta in volta sottotitolati con questo sistema.

Appare perciò indispensabile ed estremamente urgente che si riconoscano gli innegabili ed evidenti limiti tecnici ed editoriali dei sistemi fin qui scelti e adoperati per poterli analizzare con grande serietà e provata competenza professionale e per trovare un modo condiviso di superarli efficacemente, invece di continuare a fare affidamento unicamente sulla pazienza fin qui dimostrata ampiamente dall'utenza.
 
 
Ecco alcune immagini degli errori...
Kilimangiaro, Formula 1, Che tempo che fa di Fabio Fazio, Tg2, ecc.
 
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